domenica 17 settembre 2017

Rollé di petto di pollo ripieno


Ripieno d cosa?
Il rollé  di petto di pollo  in famiglia piace a prescindere dal ripieno.
Dai funghi ai carciofi, dalla frittata al cotto e formaggio, le girelle, come le hanno sempre chiamate i miei figli, sono comunque bene accolte.
Perciò se avanza il ripieno dalla preparazione di patate o zucchini...questa è la sua fine naturale.
Un riciclaggio niente male, che si accompagna con tanti contorni e la cena è servita.

 Ingredienti e preparazione:
  • Come per gli altri rollé, preparare un petto di pollo di circa 1/2 kg , privandolo da ossi, callosità e grasso.
  • Sul tagliere aprire la polpa dei due lati del petto, cercando di portare i lembi negli spazi  vuoti e di dare la forma adatta ad essere arrotolata. Battere leggermente con un pestello per compattare la carne
  •  Cospargere di sale e pepe
  •  Per il ripieno:
    carne di manzo macinata,
    mortadella
    una parte della polpa ricavata dalle zucchine oppure bieta tritata o patate lesse schiacciate (secondo il tipo di ripieno avanzato o gli ingredienti disponibili...)
    prezzemolo e aglio tritati
    mollica di pane ammollata nel latte e sbriciolata
    sale, pepe, noce moscata
    pane grattato
    parmigiano grattugiato.
Stendere il ripieno in modo uniforme e arrotolare il petto di pollo,  legando il rotolo con lo spago da cucina e  fermando le estremità con degli stuzzicadenti.
In una casseruola con olio evo far rosolare il rotolo farcito  su tutta la superficie e, bagnando con qualche cuchiaio di brodo, continuare la cottura per circa un'ora.
Lasciare intiepidire e affettare il rollé al gusto di polpetta!:-D



giovedì 14 settembre 2017

Risotto con i moscardini



Simpatici, i moscardini, con tutte quelle "zampe" e la testolona, parenti stretti dei polpi, ma con una sola fila di ventose sui tentacoli.
E buoni per tante ricette, specialmente i più piccoli e teneri.
Quelli che avevo, surgelati e grossetti, sono diventati ottimi partner per un gustoso risotto di mare, che richiede una cottura abbastanza prolungata e adatta alle dimensioni dei molluschi a mia disposizione,
  • Dopo aver soffritto due spicchi d'aglio tritati, ho bagnato con vino bianco e ho aggiunto qualche cucchiaio di passata di pomodori freschi.
  • A quasto  punto, quando l'intingolo era ancora tiepido, ho aggiunto i moscardini: le teste ridotte ad anelli, la corona dei tentacoli divisa in due, tre pezzi, la parte centrale tagliata in pezzetti più minuti per arricchire il fondo di cottura.
  • Dopo circa 20 minuti, ho aggiunto il riso lasciandolo insaporire per qualche minuto.
  • Poi ho cominciato ad allungare con brodo vegetale ( l'ideale sarebbe un brodo di pesce, ma anche di odori può andare), aggiungendolo quando l'assorbimento lo richiedeva.
  • La cottura del riso si è protratta per 25 minuti circa, quella dei moscardini per 45 in tutto, ma la consistenza e la dimensione dei molluschi possono far variare i tempi.
  • Aggustare di sale, pepe e peperoncino ecospargere con poco prezzemolo tritato poco prima di spengere.
  • A fuoco spento, aggiungere una piccola noce di burro, che ingentilisce il gusto di questo semplice piatto di riso dal sapore di mare.

martedì 12 settembre 2017

Schiacciata con l'uva fragola


L'uva fragola, da noi in passato detta anche americana, è una qualità particolare di uva.
Ho sempre sentito dire dai contadini e dai vignaioli che non doveva essere mischiata alle altre qualità, pena un vino torbido e poco ambito.
Ma chi ne aveva in quantità sufficiente per farne sia pure  una piccola quantità di vino dolce  e speciale, otteneva un prodotto pregiato e apprezzato, da centellinare con gli amici nelle occasioni speciali.
Questa schiacciata, stesa direttamente  con le mani nella teglia di ferro unta con l'olio, è fatta utiizzando la pasta lievitata del pane o della pizza.
Se ne cosparge la superficie con una discreta quantità di acini di uva fragola leggermente appassiti, affondandoli nella pasta con una lieve pressione.
Si cosparge la superficie con qualche cucchiaino di zucchero semolato, irrorando il tutto con un filo di olio evo,
Cuocere in forno a 200° per circa 30/45 minuti.
Si gusta tiepida o fredda, e con la schiacciata si assapora il gusto e il profumo dell'autunno che bussa alla porta.

lunedì 11 settembre 2017

Fiori di zucca al forno ripieni di patata e salsiccia



I fiori di zucca, ma anche quelli degli zucchini, più modesti ma ugualmente buoni, sono troppo belli e colorati per buttarli via!
Quasi sempre mi lascio indurre in tentazione e li preparo ripieni  e fritti, ma per non abusare dell'adorata padella  talvolta , variando il ripieno, li cuocio in forno.
Per questa versione utilizzo circa 700 gr di patate lessate in acqua leggermente salata per 15/16 fiori di media grandezza, ma le proporzioni sono da valutare secondo numero, dimensioni e gusti personali.
Schiaccio le patate con la forchetta, senza formare un impasto omogeneo, ma asciandolo piuttosto grossolano.
Unisco una salsiccia (circa 100 gr) ,2 cucchiai di parmigiano grattato o grana, prezzemolo e aglio tritati, sale, pepe e noce moscata.
Dopo aver mescolato con cura, riempire i fiori di zucca o di zucchini e adagiarli sopra una teglia rivestita di carta forno.
Cospargere con grana o parmigiano grattugiato, pane grattato e irrorare con un filo d'olio evo.
Passare in forno per 20/25 minuti a 200°.
Si possono servire sia caldi che tiepidi, come secondo o antipasto.

giovedì 7 settembre 2017

Acciughe alla povera


Un piatto, come dice il nome, della cucina popolare più economica.
Spesso gli stessi pescivendoli le preparano per utilizzare il prodotto invenduto.
Tuttavia le acciughe godono di molta popolarità: sono  gustose preparate in tante ricette; sono economiche e spesso vengono esaurite immediatamente al loro apparire sul banco dell pescheria o al mercato; hanno i loro estimatori affezionati, cosa  del tutto comprensibile date le caratteristiche di questo pesciolino azzurro in fatto di sapore e di salubrità.
Il nome della ricetta si deve alla semplicità dei pochi ingredienti, facilmente reperibii in ogni stagione dell'anno, e anche della preparazione che non richiede nemmeno l'uso del fuoco, poiché viene effettuata a freddo, in diverse fasi.
Non ultimo pregio, si mantengono anche per qualche giorno, ovviamente in frigo e si possono preparare in anticipo.
Questo ne fa un  piatto interessante anche come antipasto o portata per buffet e cene fredde, considerando anche l'aspetto "vintage", oggi assai apprezzato come valorizzazione delle nostre tradizioni più genuine.

Ingredienti e preparazione:

Procurarsi delle acciughe freschissime, privarle della testa, delle interiora, della pinna dorsale e della lisca centrale, lasciando i due filetti uniti per la codina.
Lavare i filetti così ottenuti e lasciarli scolare in un colino.
Adagiarli poi in un largo recipiente e coprire con una miscela di acqua e aceto in uguale proporzione.
Intanto preparare le cipolle affettate al velo ad anelli,  coprendole con la stessa miscela ottenuta con metà acqua e metà aceto.
Far macerare  le due preparazioni, finché le acciughe non hanno assunto un colore bianco.Il tempo può variare assecondo della consistenza e delle dimensioni dei pesci e anche della
forza dell'aceto, ma orientativamente dovrebbe bastare un'ora circa
Scolare quindi le due preparazioni e sistemarle a strati nel recipiente di portata, alternando acciughe e cipolle, cosparse di sale e pepe e irrorate con un filo d'olio.
Trascorsa qualche ora ( si cosiglia la preparazione al mattino per la cena...) servire le acciughe alla povera con il loro contorno di cipolle, un piatto povero, sì, ma appetitoso e genuino.